๐ฆ๐ฃ๐๐๐๐๐๐ “๐๐ข๐ก๐๐๐๐ง๐ง๐ข ๐ ๐๐๐๐ข ๐ข๐ฅ๐๐๐ก๐ง๐ ๐ ๐ ๐๐ฅ๐๐๐ง๐”
Cosa sta realmente succedendo oggi in Medio Oriente, quanto siamo vicini ad una svolta e quali conseguenze potrร realisticamente avere su macroeconomia e mercati?
Ho partecipato ad un ๐ฒ๐๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐๐ฝ๐ฒ๐ฐ๐ถ๐ฎ๐น๐ฒ, focalizzato su Geopolitica e #Mercati, realizzato in collaborazione da Class CNBC e BCC Risparmio&Previdenza S.G.R.P.A.
Un’intensa diretta video, finalizzata a supportare tempestivamente la #Consulenza Finanziaria in tutta #Italia, in una fase tanto delicata quanto strategica per la #Relazione con i ๐๐น๐ถ๐ฒ๐ป๐๐ถ #Risparmiatori.
Ho provato a rispondere alle domande di Davide Lentini e degli oltre 1.200 professionisti collegati, insieme a David Karni, per valutare le implicazioni macroeconomiche e finanziarie dellโattacco israeliano e statunitense, alla luce della ๐ฟ๐ฒ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฎ๐๐ถ๐บ๐บ๐ฒ๐๐ฟ๐ถ๐ฐ๐ฎย dellโ#Iran.
Come sempre, ho utilizzato lโ๐ฎ๐ฝ๐ฝ๐ฟ๐ผ๐ฐ๐ฐ๐ถ๐ผ ๐ฏ๐ฎ๐๐ฎ๐๐ผ ๐๐ ๐ฑ๐ฎ๐๐ถ ๐พ๐๐ฎ๐ป๐๐ถ๐๐ฎ๐๐ถ๐๐ถ, ๐ฑ๐ฎ ๐ณ๐ผ๐ป๐๐ฒ ๐๐ฒ๐ฟ๐ถ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ฎ๐ฏ๐ถ๐น๐ฒ ๐ฒ ๐ฟ๐ถ๐น๐ฒ๐๐ฎ๐ป๐๐ถ che utilizziamo nel corso #Geopolitica per la #Difesa e la #Sicurezza, dedicato alle laure magistrali in Ingegneria Mecanica del Politecnico di Milano.
Nel VIDEO trovi la selezione dei miei interventi, in cui analizzo:
๐ญ) ๐๐ฎ ๐ด๐๐ฒ๐ฟ๐ฟ๐ฎ ๐ฒ ๐ถ ๐ฝ๐ผ๐๐๐ถ๐ฏ๐ถ๐น๐ถ ๐๐๐ถ๐น๐๐ฝ๐ฝ๐ถ ๐ด๐ฒ๐ผ๐ฝ๐ผ๐น๐ถ๐๐ถ๐ฐ๐ถ
Questa guerra non รจ solo una strategia di contenimento dellโIran, ma un disegno piรน ampio di ridefinizione degli equilibri globali: il punto chiave ย รจ che stiamo assistendo al passaggio da una razionale e spietata ย โstrategia del caosโ a un โcaos strategicoโ, con implicazioni molto concrete.
๐ฎ) ๐๐บ๐ฝ๐ฎ๐๐๐ผ ๐๐ ๐ฒ๐ฐ๐ผ๐ป๐ผ๐บ๐ถ๐ฎ ๐ฒ ๐บ๐ฒ๐ฟ๐ฐ๐ฎ๐๐ถ
Come si ripercuote questa crisi sullโeconomia e quanto il controllo delle rotte energetiche e del Golfo Persico resta il vero centro di questa crisi? Quanto puรฒ diventare strategica la leva delle infrastrutture, ad esempio i dissalatori nella penisola arabica ?
๐ฏ) ๐ก๐๐ผ๐๐ถ ๐ฒ๐พ๐๐ถ๐น๐ถ๐ฏ๐ฟ๐ถ ๐ด๐น๐ผ๐ฏ๐ฎ๐น๐ถ
Negli ultimi 30 anni gli Stati Uniti hanno dominato i mercati finanziari globali, ma oggi si parla di abbandono della globalizzazione e indebolimento guidato del dollaro. Prima Venezuela, poi Groenlandia, ora Iran: qual รจ lโobiettivo strategico USA e che ruolo gioca lโ#Europa in questo conflitto?
In conclusione traccio una ๐บ๐ฎ๐ฝ๐ฝ๐ฎ ๐ผ๐ฝ๐ฒ๐ฟ๐ฎ๐๐ถ๐๐ฎ, che penso ๐ฐ๐ผ๐ป๐ฐ๐ฟ๐ฒ๐๐ฎ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ฒ ๐๐๐ถ๐น๐ฒ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐ผ๐ฟ๐ถ๐ฒ๐ป๐๐ฎ๐ฟ๐๐ถย in un mondo che sta cambiando cosรฌ rapidamente.
Trovi di seguito il testo link per ascoltare e vedere i miei interventi in versione VIDEO PODCAST su YouTube.
Puoi leggere i miei articoli completi e ascoltare analisi podcast continuamente aggiornate sui temi che intersecano geopolitica, economia e tecnologia, semplicemente sul mio sito www.alessandropozzi.it
Penso importante riprendere una riflessione, pubblicata in un mio articolo di febbraio 2026, sugli spazi di autonomia strategica degli Stati che fanno parte dell’Unione Europea.
Chi continua a leggere la postura americana come una deviazione temporanea ignora quanto รจ scritto nero su bianco nella United States National Security Strategy 2025. Il documento descrive un mondo di competizione sistemica in cui le alleanze sono strumenti, non fini.
In questo quadro, unโEuropa coesa, industrialmente autonoma e politicamente integrata non รจ una risorsa automatica per Washington. Puรฒ diventare un vincolo. Al contrario, unโEuropa frammentata, dipendente e politicamente divisa รจ piรน gestibile.
ร qui che si inserisce un elemento spesso ignorato nel dibattito pubblico: il sostegno, diretto o indiretto, a forze sovraniste di estrema destra apertamente anti-europee non รจ una contraddizione della strategia americana, ma una sua estensione coerente. Indebolire lโUnione dallโinterno riduce la probabilitร che emerga un attore strategico autonomo.
La coesione europea ha un costo, ma produce leverage
In questo contesto, il Rapporto Letta assume un significato completamente diverso. Non รจ un esercizio sul mercato unico. ร una mappa delle vulnerabilitร strategiche europee ed insieme al Report Draghi offre una mappa del percorso possibile per superarle.
Frammentazione dei mercati dei capitali, assenza di scala industriale, ritardi nellโintegrazione tecnologica e nella difesa non sono solo problemi di competitivitร . Sono fattori di esposizione geopolitica.
Il limite europeo non รจ aver ignorato questi indicatori, ma averli trattati come riforme opzionali. In un mondo di rotture, non lo sono piรน.
Durante la crisi, lโunitร europea ha avuto un prezzo. I mercati lo hanno percepito: timori di ritorsioni, ipotesi di riallocazioni, nervosismo sugli asset statunitensi. Ma lโepisodio ha mostrato anche lโaltra faccia della medaglia: la coesione aumenta il costo politico della coercizione.
Anche mosse limitate โ come il rapido dispiegamento di contingenti per esercitazioni congiunte o impegni rafforzati verso la sicurezza artica โ hanno complicato il calcolo americano. La Danimarca ha dimostrato resilienza, migliorando il rapporto con la Groenlandia e rafforzaTo la dimensione europea della risposta.
Anche dal punto di vista di investitori istituzionali, questo รจ un punto cruciale: la frammentazione europea รจ un rischio, ma la coesione รจ una variabile strategica che genera potere contrattuale, mobilita consistenti risorse fiscali e flussi finanziarie che si traducono in ribilanciamenti strutturali.
Una grande opportunitร per gli Stati membri dell’Unione Europea
Gli Stati Europei e le nazioni sviluppate che condividono l’interesse strategico di preservare un ordine liberale basato sulle regole, come Canada, Giappone e Corea in primis, stanno adattando razionalmente la propria strategia ad un fatto reale e irreversibile: ยซL’ordine mondiale รจ finito. Siamo in un’era di rottura, non di transizione. Sottomettersi alle grandi potenze non garantirร sicurezza. E costruire muri e fortezze non serve. Serve creare nuove coalazioni forti fra Paesi che condividono visioni, valori e interessiยป.
La formula proposta da Carney รจ tanto semplice quanto impegnativa: strength at home, diversifying abroad.
Rafforzarsi internamente significa accelerare sullโintegrazione della difesa e dellโindustria, rendere operativi strumenti come lโAnti-Coercion Instrument, completare lโunione dei mercati dei capitali, investire in catene del valore critiche e materie prime.
Diversificare allโesterno significa: ridurre la concentrazione del rischio geopolitico, costruire partnership autonome in Asia, Africa e America Latina, smettere di filtrare ogni relazione globale attraverso il rapporto con Washington.
Autonomia strategica non รจ chiusura. ร capacitร di scelta.
Non serve domandarsi se gli Stati dell’Europa (ed i loro alleati extra UE) possano permettersi lโautonomia: in termini di puro realismo non possiamo piรน permetterci di continuare senza.
Autore: Prof. Alessandro Pozzi, Dipartimento di Ingegneria Meccanica, POLIMI.
Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica โ Defense & Security โ Corso di Geopolitica per la Difesa e la Sicurezza – POLIMI A.A. 2025/2026
Integrare lโanalisi geopolitica nelle valutazioni di allocazione strategica รจ ormai indispensabile.
Cโรจ un forte bisogno, da parte di Leader aziendali e responsabili degli investimenti, di avere una visione strategica, per dare senso, creare connessioni nuove e individuare opportunitร nei rapidi cambiamenti in atto, sempre piรน guidati dai processi decisionali degli Stati.
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